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Ciao a tutti, per prima cosa grazie per il sostegno che mi avete dato e che state continuando a darmi. Avrei tanto voluto scrivere prima ma qui il tempo scorre velocemente e le cose da fare sono veramente tante. Dopo due mesi di Bangladesh la sensazione è sempre la stessa dello scorso viaggio: qui realmente ogni giorno è un giorno nuovo! E ogni giorno che passa mi sento sempre di più a casa mia!!! Il Bangladesh è un paese difficile, ma è anche il paese dove c'è tanto da imparare. Ieri riflettevo che qui in Bangladesh sto riscoprendo la gioia delle emozioni, sia positive che negative! Da circa 10 giorni mi trovo all'Ospedale di Myammensing con un'equipe di medici italiani i quali si occupano di chirurgia pediatrica urologica (due mani in più non fanno mai male!) e, credetemi, non potete immaginare ciò che sto vedendo: le deformazioni enormi e gravi che ci sono e i salti mortali che fanno i medici nel cercare di dare a questi bambini una vita un po’ più tranquilla. Ogni giorno quando entro nei reparti è sempre una festa, nonostante la loro sofferenza, si cerca il più possibile di farli ridere! Io mi occupo della segreteria ed in più affianco la caposala. Ma nonostante questa bellissima esperienza non vedo l'ora di ritornare a casa mia, ad Uttara, dalla mie tre bambine e le due ragazze che vivono con me… Poi ci sono i piccoli di Savar (una struttura dove vivono tutti i bambini di strada di cui dovrò occuparmi) e non potete immaginare quanto mi mancano da quando sono qui! Ora vi racconto una meravigliosa esperienza vissuta dopo 8 giorni di Bangladesh: lunedì 24 Gennaio siamo andati a Karwan Bazar (lo slum sulla ferrovia) e lì, come siamo arrivati, Padre Riccardo (il missionario Saveriano promotore del progetto Tokai Songho) vede Aklima, una bambina orfana di entrambi i genitori la quale viveva con la zia che, per poter mangiare, andava a rovistare tra i rifiuti del mercato delle verdure... P. Riccardo mi dice «che ne dici, la portiamo a Savar?». Istintivamente l'ho baciata e lei ci ha seguito per tutto lo slum, ma chiaramente bisognava avere il permesso dalla zia. Mentre noi (Padre Giuà, Marianna, Don Salvatore Aprile – questi ultimi due venuti in Banlgaldesh ad accompagnarmi er ora già rientrati in Italia - ed io) stavamo con i bambini nella scuola ad ascoltare le loro canzoni e a giocarci un po’, P. Riccardo ha fatto di tutto per parlare con la zia. Siamo andati via di lì senza la piccola Aklima ma con la speranza che più tardi la portassero a casa dei Saveriani dove eravamo ospiti a pranzo. Arrivata a casa avevo ancora in mente Aklima (posso assicurare che per tutto il tragitto di ritorno Padre Riccardo lo sperava molto più di me e non faceva altro che nominarla continuamente), ma nel frattempo ho deciso di aiutare Padre Alfio a preparare i ravioli (e chi se la faceva scappare questa occasione! Erano buonissimi, ripieni con verdure locali e gamberi). Mentre stendevo la pasta ho sentito bussare il campanello e dopo poco è entrato in cucina P. Riccardo (contentissimo) con Aklima. Non potete immaginare la gioia... lei istintivamente mi ha baciata e si è messa vicino ad aiutarmi. Da lì ho cominciato a coccolarmela sempre di più, fin quando non ha preteso che mi sedessi vicino a lei. Non mi ha lasciata un minuto. Avreste dovuto vedere i suoi occhi mentre osservava questa grande tavola! Dopo pranzo siamo andati a casa di amici di P. Riccardo a ritirare dei pacchi, e qui vien fuori il suo ennesimo stupore nel vedere questo appartamento veramente bello, per non parlare poi del cestino con le caramelle... ci si è lanciata subito sopra cercando di prenderne il più possibile guardava fuori dalle finestre con aria sognante e mi chiamava sorridendo per indicarmi il televisore acceso e tutto ciò che vedeva! Osservare lo stupore e la gioia di questi bambini per cose che a noi non fanno più effetto, mi ha ancor più confermata nella decisione di vivere questa esperienza e di rendermi utile per chi seriamente ha una vita che noi chiameremmo grama. Vuoi vedere che è la nostra ad essere oramai una vita vuota, triste?! Nella foto, partendo dalla mia sinistra, c'è Oli (my bodygard!); ci sono io con in braccio Usha; attaccata a me Laila; Marianna con in braccio Alea; Marufa e Juleka. Ecco vi ho presentato la mia nuova famiglia. A presto. Un abbraccio a tutti Shanti M.Cristina
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